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Scritto da Giorgio Cerquetti   
Venerdì 03 Ottobre 2008 14:44

ARTICOLO PUBBLICATO SU RENUDO 2007

 

Giorgio Cerquetti

 

UN ABBRACCIO SPIRITUALE

 

Sono sempre stato favorevole all'abbraccio.

L'abbraccio fa bene, non costa nulla, energizza i Chakra e le cellule e non ha bisogno di tante parole, titoli di studio e discorsi. Si possono abbracciare anche gli stranieri e gli sconosciuti. I ricchi e i poveri. I ciechi, i sordi, i muti, con AMORE possiamo abbracciare chiunque. Umani, animali e piante.

In India ho notato, viaggio dopo viaggio, che il contatto fisico non è molto favorito, anzi è negato, soprattutto quello tra uomo e donna.

Ogni abbraccio, soprattutto quello appunto tra donna e uomo, può essere subito frainteso e pesantemente attaccato. Abbracciarsi in pubblico può essere rischioso.

Osho ed altri maestri hanno spiegato che questa è una pesante eredità lasciata dalla dominazione puritana inglese, preceduta da secoli di infausta dominazione musulmana.

Nonostante questo ed altre evidenti contraddizioni, in decenni di soggiorni in India non ho mai dubitato che l'India fosse la TERRA DELLE MERAVIGLIE.

La terra dove amano incarnarsi i Deva, gli Avatar e le Anime Realizzate.

Così un giorno, di circa cinquant'anni fa, in un piccolo e povero villaggio del Sud, nel Kerala, nacque una bambina. Una delle tante bambine povere dell'India.

Grandi maestri spirituali hanno iniziato la loro straordinaria esperienza umana in misere condizioni materiali.

Sicuramente c'è un insegnamento in queste partenze umili, anonime e inizialmente molto svantaggiose..

Chi rimpiange di non essere nato a Londra, Los Angeles e New York può meditarci su!

La bambina cresce, è destinata dalla sua potente energia spirituale, la Shakti, a cambiare le regole del gioco.

Insegnerà la cosa più umana, semplice, materna e spirituale del mondo: abbracciare.

Un abbraccio può essere sano, vero, ricco, terapeutico e spirituale.

L'abbraccio muove liberamente potenti energie vitali racchiuse in ogni corpo vivente. Smuove la bella addormentata nel bosco(il corpo), l'energia di Kundalini.

Ha poi un grande vantaggio, non costa niente, il vero abbraccio esce dalle regole perfide del mercato.

Giorno dopo giorno, anno dopo anno emerge una miracolosa personalità spirituale. La povera ragazza indiana parte e nessuno riesce a fermarla. Minacce, attentati, ostruzionismi.

Una Guru Mata chiamata amorevolmente AMMA.

Come diceva il buon Victor Hugo: "C'è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo e cioè un'idea il cui momento è arrivato".

Era arrivato il momento di rompere uno schema perverso che crea la ‘folla solitaria', di colmare un vuoto tra individuo e individuo.

AMMA comincia ad abbracciare tutti. Quelli di casta e i fuori casta. Abbatte tabù e pregiudizi. Attrae le folle ed anche qualche ostilità.

La ‘crazy girl' ( la ragazza folle), come lei ogni tanto si definisce con grande senso di autoironia, decide di portare il messaggio in tutta l'India e poi nel mondo. Dimostra per l'ennesima volta che chi è sincero ed onesto, ama la vita e crede in se stesso ce la fa.

Siccome credo nelle esperienze positive altrui un giorno ho desiderato incontrare AMMA. Vivevo in America, era il 1993,  lei arrivò, io la mancai per poco, ma si portò via due miei cari amici. Furono magnetizzati in India.

Nel febbraio 2006 ero insieme alla mia amata compagna Vetulia, ci trovavamo a Bangalore e ci imbattemmo in un megaposter che promuoveva l'arrivo di AMMA. Il grande maestro spirituale dal piccolo corpo femminile. Anche questa volta mi sfugge l'incontro. Ripartiamo prima del suo arrivo.

Conosco le leggi eterne del karma.

Fortunatamente esiste una legge veramente uguale per tutti  per me, per te, per Bush, Bin Laden, Berlusconi, Ratzinger, il vicino di casa, per chi ama ed anche per tutti quelli che dicono di essere sinceri ed onesti e non lo sono.

IL KARMA!

Voglio mettere in moto il buon karma.

Oltre a pensare: VOGLIO INCONTRARE AMMA!

Comincio a meditare sull'emozione: MERITO DI INCONTRARE AMMA!

L'incontro avviene, nel 2006, al mio ritorno dall'India. La incontro niente di meno che a Sesto San Giovanni.

Mi ricordo nei primi anni sessanta che a Milano a parlare e praticare Yoga eravamo in pochi.

Il primo, in assoluto, ad insegnare fu il mio caro amico Carlo Patrian. Lavorava alle acciaierie Falck di Sesto San Giovanni. Una realtà dura e senza spiritualità alcuna.

Poi si licenziò e coraggiosamente cominciò ad insegnare la sera Yoga in alcune palestre, poi apri il mitico Istituto Yoga. Mi diceva: è dura fare Yoga a Sesto. Nel 1968 mi venne a trovare a Rishikesh e allo Sivananda Ashram lo riconobbero come uno Yogi autentico.

Doppia soddisfazione per me incontrarla al Pala Sesto. 40 anni dopo la grande rivincita positiva. Migliaia, decine di migliaia di persone giungono da tutta Italia per abbracciare Amma, la Madre, che nessuno rifiuta e tutti accoglie tra le sue splendide braccia.

Io arrivo con Vetulia, la mia attuale moglie e con  Giulia Amici la mia prima moglie con cui continuo ad andare perfettamente d'accordo. Si ci siamo separati, abbiamo cambiato i ruoli ma abbiamo mantenuto la relazione. Ottima.

Quando mi presento con loro due agli organizzatori, anche loro amici, all'inizio non credono.

Come si può apparire sorridenti e rilssati, con la prima e la seconda moglie. Eppure è così. Si può!

Basta pensare che ci conosciamo tutti da sempre e che nel corso dell'eternità ci siamo incontrati innumerevoli volte.

Amma ci abbraccia uno per uno.

Parlo con lei a lungo. Mentre parlo con lei continua ad abbracciare. Ad un certo punto si interrompe e fa un cenno allo Swami , vestito di arancione, che la segue ovunque.

Parlano il Malayam. Si riferiscono alla persona sulla copertina di Re Nudo.

E' Bhagavan, dico allo Swami un grande maestro che vive in India. Amma continua ad abbracciare.

Parliamo di varie cose. Molte cose belle sono sui suoi libri.

Mi godo l'atmosfera. Un giapponese che riprende in video tutto mi fa delle domande per Amma TV.

Amma mi regala una mela.

Tornerò l'anno prossimo con un'altra copia di Re Nudo che parla di lei.

 Andiamo via, facciamo posto ad altri che vogliono incontrarla. Sono migliaia, tutti calmi, sereni e sorridenti. Vengono da tutta Italia.

Sulla metropolitana, un ragazzino di dieci anni chiede l'elemosima. Si capisce che viene dall'Europa dell'Est.

Gli regalo la mela di Amma. Condividere è bello, poterlo fare è una grande fortuna.

Dirò in giro che abbracciare Amma è un esperienza semplicissima e profonda che bisogna regalarsi, almeno una volta.

Sono convinto.

Più abbracci e meno conflitti.

Care amiche e cari amici nati in Italia, abbracciamoci anche quando nessuno ha fatto un gol.

Regaliamoci abbracci.

W Amma!

 
 
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