Giorgio Medail PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giorgio Cerquetti   
Sabato 02 Aprile 2011 19:50
Giorgio MedailPoco prima di terminare la sua esperienza umana sul pianeta Terra, il mio caro amico Giorgio Medail mi mandò questo articolo, doveva uscire sul numero 18 della rivista TOTEM, numero che non è mai uscito.  Salutando Giorgio Medail vi invito a leggere il suo ultimo articolo.

IN CIELO, IN TERRA, IN OGNI LUOGO...
Cari amici di Totem, qualche settimana fa sui giornali di tutto il mondo, ha fatto  un certo scalpore un'affermazione di Stephen Hawking, il massimo astrofisico (e matematico) vivente, contenuta nel suo ultimo libro "THE GRAND DESIGN" non ancora uscito in Italia.

Dice lo scienziato: non c'è bisogno di Dio per spiegare la creazione dell'universo che può benissimo essersi autogenerato. La fisica dunque sta arrivando alle conclusioni che l'universo può fare a meno di un creatore esterno, come è scritto nella Bibbia o come troviamo alla base di tantissime piccole o grandi religioni di tutti i tempi, di tutto il mondo.

Prima o poi doveva capitare e i "cervelloni", soprattutto nostrani, che si sono scandalizzati dovranno mettersi l'anima in pace (e magari parlare di meno e studiare di più). Siamo infatti sempre più vicini al momento in cui verrà trovato "l'anello mancante", la legge cioè che unificherà le forze - tutte - dal mondo subatomico delle della fisica quantistica, alla legge che regola la forza di gravità. E allora capiremo definitivamente che una fluttuazione quantica (casuale) dal nulla può generare mondi, universi infiniti e tutte le dimensioni che ci ballano accanto. La formula di Dio, come la chiamano gli scienziati.

Ma tutto ciò, vuol dire ateismo? Credo di no, basta solo spostare l'ottica che da secoli ci ha fatto sbagliare strada.

A me al catechismo hanno insegnato che c'era una volta Dio che se ne stava solo soletto e anche molto annoiato. Gli era persino cresciuto un barbone lunghissimo per la noia e così un bel giorno, anche se il tempo ancora non esisteva, in una settimana di lavoro mette insieme questo mondo. E di storie simili ne troviamo in parecchie altre tradizioni religiose del pianeta.
Sempre al catechismo mi hanno insegnato anche un altro concetto che ritengo illuminante. Alla domanda dov'è Dio? tutti in coro dovevamo rispondere: "in cielo, in terra, in ogni luogo". Leggendo tanto tempo dopo Giordano Bruno (e altri) ho capito che quella risposta non era poi così peregrina. Dio infatti potrebbe  essere una forza intrinseca a tutto ciò che esiste, presente cioè in tutto ciò che vive ed evolve, che cresce verso la luce. Dio non è un agente esterno alla vita che come un muratore costruisce la casetta del mondo. No, è la vita, l'energia che la anima.  La cosmologia è un'altra cosa, lasciamola a grandi fisici come Hawking.

So che queste affermazioni possono dispiacere a chi vede solo nell'uomo il "figlio di Dio" prediletto che può far scempio di tutto il resto, delle altre forme di vita, perché si crede il più "figo" dell'universo. No, la scintilla divina è ovunque, nella formica, nella foresta, nell'oceano, nell'atmosfera, nel sole, nell'universo e negli infiniti multiversi che ci circondano oltre il nostro spazio/tempo. La fisica ci illumina, ci prepara agli scenari futuri, alle dimensioni - infinite - a cui la nostra fisicità ci impedisce di accedere.
Io, Dio non lo sento fuori ma dentro. Se costruisce qualcosa, costruisce la mia evoluzione. Unifica ciò che esiste in cielo, in terra e in ogni luogo.

Il Big Bang, ha ragione Hawking, non ha bisogno di Dio. Siamo noi che ne abbiamo bisogno.

Siate felici.

Giorgio Medail
 
 
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